Coltivazione
Potatura
Ci
sono diversi tipi di potatura: la potatura di impianto, la potatura di
riforma, la potatura di ringiovanimento, la potatura di produzione.
Potatura di impianto
permette
di determinare la forma della chioma e il portamento dell'albero adulto
(a cono, a vaso, a vaso cespugliato ecc.) e si effettua nei primi anni
dopo la messa a dimora definitiva.
Potatura di riforma
si
pratica per cambiare l'aspetto della chioma, per ridare forma
originaria ad una pianta abbandonata e in disordine vegetativo o per
correggere errori di potatura di impianto. Comporta il taglio di grosse
parti della pianta e la loro sostituzione con polloni vigorosi e
accuratamente selezionati.
Potatura di ringiovanimento
sfrutta
la meravigliosa "immortalità" dell'olivo per rendere produttivi vecchi
oliveti o alberi gravemente danneggiati dal gelo. Comporta il taglio
del tronco alla base e l'allevamento di due o tre polloni scelti fra i
più robusti tra quelli che spunteranno dalla ceppaia.
Potatura di produzione
va
effettuata subito dopo la fine del periodo delle gelate, poiché il
freddo ostacolerebbe il processo di cicatrizzazione dei tagli sul
legno, ma prima del termine del periodo di germoglio delle piante.
Concimazione
La
concimazione primaverile fornisce all'olivo le sostanze ed i minerali
necessari al processo di germogliazione rettificando il rapporto di
quelli contenuti nel terreno o integrandoli se presenti in quantità
insufficiente. E' stato stimato che 1 quintale di olive asporta
mediamente dal suolo 900 g. di azoto, 200 g. di anidride fosforica e
100 g. di potassio. Epoca, qualità e quantità del concime dipendono dal
terreno, dall'esposizione e da molte altre variabili. Antico e positivo
è l'uso dei concimi organici (letame, sovescio di leguminose ecc.) che
possono fornire azoto, fosforo, potassio e molti altri microelementi.
Lotta contro la mosca olearia
La mosca olearia (Dacus Olei) rappresenta il principale pericolo e in
certe annate questo insetto arriva a distruggere totalmente il
raccolto, sia in qualità sia in quantità.
Questa mosca è presente in tutte le zone del pianeta dove
esistono piante selvatiche o coltivate appartenenti al genere Olea, nel
bacino del Mediterraneo, in Africa meridionale e orientale ed in Asia
(sino all'India).
In un solo anno possono svilupparsi sino a 7 generazioni sempre
più numerose: dalle uova deposte nelle olive escono larve che si
nutrono della polpa e la forano per volare via. Negli anni in cui il
freddo invernale, le temperature alte estive o i predatori non limitano
sufficientemente il numero delle mosche, all'epoca della raccolta ogni
oliva può presentare parecchi fori e gallerie che la rendono
inutilizzabile sia per la tavola sia per l'olio.
La lotta alla mosca avviene con l'uso di anticrittogamici, esche
avvelenate e recentemente attraverso la lotta biologica, diffondendo
alcune specie di parassiti dell'insetto che attaccano le larve durante
l'estateRaccolta
Le tecniche adottate variano da regione a regione soprattutto in
relazione alle caratteristiche degli alberi, alla potatura e alla
conseguente altezza delle fronde.
Raccolta frutto
Brucatura:
raccolta a mano, può essere effettuata soprattutto su piante
basse, potate appositamente e collocate in pianura. Ogni operaio
raccoglie in media 10 Kg. di olive all'ora.
Pettinatura:
i frutti vengono staccati dai rami mediante una sorta di pettini, che
possono anche essere azionati meccanicamente, e cadono nelle reti stese
sul terreno sottostante.
Bacchiatura:
le fronde vengono scosse mediante bastoni più o meno lunghi per
provocare la caduta delle olive. Esistono bastoni con estremità
azionate meccanicamente, che tuttavia provocano danni alle foglie ed
alle fronde.
Su reti permanenti:
le olive si staccano spontaneamente e finiscono sulle reti che restano
tese per tutto il periodo della raccolta. Questo sistema è
adatto agli oliveti con piante fitte e su pendio, tuttavia spesso le
olive rimangono troppo a lungo sull'albero e risultano eccessivamente
mature o vecchie.
Scuotitura meccanica:
Il distacco delle olive viene provocato sottoponendo il tronco e le
branche all'azione di scuotitori. Questi ultimi vengono agganciati con
apposite morse alla pianta e la fanno vibrare sino a disarticolare le
olive dal proprio peduncolo e farle cadere su reti tese al di sotto.
Questo sistema richiede alberi con portamento adattato all'applicazione
dei macchinari e risulta a tutt'oggi poco diffuso.
Produzione
Ieri
Gli impianti di estrazione più antichi erano costituiti da
presse a leva, nelle quali pesanti travi schiacciavano la polpa di
olive. Ad essi si sono aggiunte, negli ultimi secoli, presse a vite
verticale che permettevano di esercitare una pressione sulla pasta di
olive riposta all'interno di contenitori fabbricati con fibre vegetali
intrecciate (fiscoli o sportini) accuratamente impilati sulla base
della pressa. Quando il piatto o il trave della pressa veniva abbassato
l'olio usciva dai lati dei fiscoli per essere raccolto all'interno di
recipienti o pozzetti.
Per facilitare la fuoriuscita dell'olio ed evitare che si addensasse
per il freddo la temperatura dei frantoi veniva tenuta costantemente
elevata e sulla pila di fiscoli venivano versati mestoli di acqua
calda.
Nel tempo, pur mantenendo inalterato il processo, le presse sono state
fabbricate parzialmente o totalmente in metallo fino ad arrivare
all'inizio del XX secolo all'uso di presse idrauliche.
Oggi
Le tecniche più attuali hanno modificato radicalmente i principi
e sistemi di estrazione dell'olio. Nei frantoi moderni l'estrazione
dell'olio dalla pasta si basa sui principi della centrifugazione e
della percolazione.
Centrifugazione
sfrutta il differente peso specifico dell'acqua e dell'olio. In una
centrifuga orizzontale (decanter) la pasta viene fatta girare ad
altissima velocità in modo da separare i tre componenti: l'olio,
l'acqua di vegetazione e i residui di noccioli e polpa (sansa).
Percolazione
si basa sulla diversa tensione superficiale dei liquidi. In base a
questo principio su una lama di acciaio immersa nella pasta di olive
aderisce di preferenza l'olio piuttosto che la parte solida o l'acqua
di vegetazione (è possibile verificarlo con un semplice coltello
ed un bicchiere di acqua e olio in emulsione).
Sono state perfezionate macchine percolatrici in cui numerose lamelle
di acciaio, entrano ed escono ritmicamente dalla pasta, ricoprendosi di
olio che in seguito sgocciola per effetto della gravità. Questa
tecnologia permette di estrarre circa il 50/70% dell'olio, ottenendo un
prodotto ottimo in quanto preservato da ogni inquinamento esterno.
L'olio restante viene poi estratto mediante centrifugazione
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